Dunque le vacanze.
Annualmente agognate, desiderate, attese, volute, programmate, pianificate, prenotate, "caparrate" (nel senso del pagare la caparra...). Succede qualcosa che ti fa cambiare i piani, i programmi, le intenzioni. E, sinceramente, non te ne frega un cazzo...
Ti vergogni un po' a dirlo ma... insomma... la Grecia... cioè... insomma... umh... cioè... staresti a casa volentieri, ecco... così... contemplativo.
Però ti vergogni a dirlo; anzi, fai anche un po' lo sbruffoncello... "Manovedraiandràtuttobenissimo" e "Nontipreoccuparesecondomenoncisarànessunproblema" e "saràfantasticostupendissimomeraviglioso" eccetera eccetera...
Allora si va... Non solo: si becca mare forza 5 (che vuol dire che la barchetta oscilla non poco...) amplificato dal fatto che le comode poltrone erano al ponte sette di nove... Roba che guardavi di sotto e ti sentivi piccolo... Nel cuore della notte, tra il russare di un camionista turco e la spocchia di un turista milanese, contemplando la MiaMetàDolce ed il MisteroCheViveInLei dormire bellamente (questo non è mai stato un problema...) a pancia in giù sdraiata per terra, ti sorge un dubbio:
"E tutte queste vibrazioni ed oscillazioni... quali effetti avranno?"
Il dramma.
Un attimo e sono io che vago scavalcando corpi dormienti (e non proprio beneodoranti...) provenienti da un po' ovunque alla ricerca della saletta internet. A quale cazzo di ponte era... Sette? Sei? Dieci? L'abbiamo vista mentre andavamo al self-service per la cena... Vaffanculo... Ci sono solo in giro donne delle pulizie ungheresi o magiare o albanesi o... Come cazzo faccio a chiederlo a loro... Troppe "s" e troppe"z" nelle loro lingue per essere imparate da un romagnolo... Poi la trovo (naturalmente al ponte otto...) -bella con tutti i suoi pc accesi- giusto in tempo per scoprire che è sì aperta ma le tessere prepagate per accedere si comprano solo al DutyFree che è chiuso da almeno quattro ore (essendo le tre del mattino...). Ma io ho bisogno... Io devo entrare nella rete... Devo trovare questa informazione... Ho bisogno di Google... So già cosa scrivere per la ricerca... In italiano "vibrazioni gravidanza danno" ed in inglese "vibrations damage pregnacy" (forse)... Come faccio? Ho detto che ho bisogno di Google! Allora, come si faceva una volta quando le cabine pubbliche del telefono funzionavano a gettoni, vado in giro a spingere il bottoncino del resto, a cercare qualche spicciolo, una tesserina semi esaurita che qualcuno ha lasciato lì travolto dal troppo sonno, qualcosa che mi possa permettere di fare questa cazzo di ricerca per capire quali cacchio di rischi sta correndo mio figlio, mia figlia, mia moglie...
C'è uno, vestito tipo con una camicia aperta fino all'ombelico ed i jeans un po' scesi ed un paio di zoccoli bianchi di quelli che in Italia portano solo le infermiere di una certa età (perché quelle giovani li portano verdi oppure gialli...). E' evidentemente ubriaco. Un po' il rollio della barca ed un po' il beccheggio delle birre, barcolla venendomi incontro e si appoggia ad una statua dorata di dubbio gusto (forse un Ercole che sostiene il mondo, ma non ricordo). Mi guarda e dice: "Italiano? Problema?".
Lui. A me. Lui che probabilmente dormirà con la faccia appoggiata contro l'acquario che è vicino al bar.
E io: "Problema? No no...".
Patetico. C'è evidentemente un problema. Il problema sono io che devo stare un pelino più tranquillo. Un po' più calmo.
"Nonlofacciopiùnonlofacciopiùnonlofacciopiù...." penso, mentre mestamente e con le mani in tasca torno a vedere com'è bella la MiaMetàDolce che mentre dorme si tiene la pancia.
23 agosto 2006
22 agosto 2006
Sì... C'è voluto un po' di tempo prima di ritrovare il coraggio di scrivere qui... Esattamente 15 giorni. Due settimane. Ed io che mi ero detto che questo voleva essere un diario giornaliero...
In mezzo c'è stato di tutto. Andata per le vacanze, gestione delle vacanze, trasferimento durante le vacanze, cambio di programma durante le vacanze, sospensione delle vacanze, rientro dalle vacanze, paura paura para, grande paura, sollievo, gioia "inquinata", giorni meravigliosamente vuoti, rientro al lavoro, lontananza...
Ho subito una sorta di "intasamento emozionale".
Troppe emozioni che hanno congestionato il traffico dallo stomaco al cuore al cervello, dall'istante alla memoria, dall'effimero al mio desiderio di eternità che questo diario vuole rappresentare.
Proverò per passaggi successivi a cercare di fissare tutto, prima che vada perso definitivamente.
P.s.
Mi è stato comunque utile. In barba alla linea editoriale di questo blog, mi ha fatto rendere conto che, nonostante la mia presuntuosa mania grafomane, non riuscirò a focalizzare tutto all'istante, proprio come lo sto sentendo. Anche solo il fatto di farlo passare dallo stomaco al cuore al cervello alle dita lo rende già un'altra cosa.
In mezzo c'è stato di tutto. Andata per le vacanze, gestione delle vacanze, trasferimento durante le vacanze, cambio di programma durante le vacanze, sospensione delle vacanze, rientro dalle vacanze, paura paura para, grande paura, sollievo, gioia "inquinata", giorni meravigliosamente vuoti, rientro al lavoro, lontananza...
Ho subito una sorta di "intasamento emozionale".
Troppe emozioni che hanno congestionato il traffico dallo stomaco al cuore al cervello, dall'istante alla memoria, dall'effimero al mio desiderio di eternità che questo diario vuole rappresentare.
Proverò per passaggi successivi a cercare di fissare tutto, prima che vada perso definitivamente.
P.s.
Mi è stato comunque utile. In barba alla linea editoriale di questo blog, mi ha fatto rendere conto che, nonostante la mia presuntuosa mania grafomane, non riuscirò a focalizzare tutto all'istante, proprio come lo sto sentendo. Anche solo il fatto di farlo passare dallo stomaco al cuore al cervello alle dita lo rende già un'altra cosa.
07 agosto 2006
Sorrido a rileggere "Che fatica diventare grandi...". Io, un metro e novanta per novanta chili...
Accanto a me c'è qualcun* che cresce di migliaia di cellule al giorno... Che in un paio di settimane ha messo in piedi un cuore e l'ha fatto funzionare... Roba che io non riesco nemmeno ad immaginare... Che...
Per la serie "I grandi quesiti della vita" va ora in onda:
Riuscira' tutta questa cosa che sta succedendo a spostarmi un po' dal mio egocentrismo?
Accanto a me c'è qualcun* che cresce di migliaia di cellule al giorno... Che in un paio di settimane ha messo in piedi un cuore e l'ha fatto funzionare... Roba che io non riesco nemmeno ad immaginare... Che...
Per la serie "I grandi quesiti della vita" va ora in onda:
Riuscira' tutta questa cosa che sta succedendo a spostarmi un po' dal mio egocentrismo?
03 agosto 2006
Siamo in procinto di partire. Tra un po' si prende il treno.
Ieri sera c'è stata una media discussione sul tema dell'organizzazione delle vacanze con la Mia Metà Dolce che quando vuole sa pungere proprio bene (ma questo lo si sapeva già...). Ad un certo punto ha detto: "Sei capace di renderti conto che non possiamo fare le cose che facevamo prima!?!". La mia scelta, tra le infinite possibilità, è stata di scappare. Sono uscito di casa. La frase mi ha toccato, e non poco.
Non tanto per il fatto che che mi renda conto o meno delle future diversità (cosa che a me sembra inevitabile, necessaria, per certi aspetti anche gradevole), quanto per quel "Sei capace". Quella coppia di paroline mi ha interdetto, ammutolito, spaventato. Sarò capace? Sarò in grado? Sarò abile quanto basta?
Sono consapevole che sono domande mediamente inutili, senza possibili attuali risposte. Ma atterriscono ed immobilizzano.
Non ho nemmeno salutato i buoni amici.
P.s.
Se avessi deciso di mettere i titoli a questi pensieri, quello del presente sarebbe stato una roba tipo "Costanti domande sul tema dell'inadeguatezza"
Ieri sera c'è stata una media discussione sul tema dell'organizzazione delle vacanze con la Mia Metà Dolce che quando vuole sa pungere proprio bene (ma questo lo si sapeva già...). Ad un certo punto ha detto: "Sei capace di renderti conto che non possiamo fare le cose che facevamo prima!?!". La mia scelta, tra le infinite possibilità, è stata di scappare. Sono uscito di casa. La frase mi ha toccato, e non poco.
Non tanto per il fatto che che mi renda conto o meno delle future diversità (cosa che a me sembra inevitabile, necessaria, per certi aspetti anche gradevole), quanto per quel "Sei capace". Quella coppia di paroline mi ha interdetto, ammutolito, spaventato. Sarò capace? Sarò in grado? Sarò abile quanto basta?
Sono consapevole che sono domande mediamente inutili, senza possibili attuali risposte. Ma atterriscono ed immobilizzano.
Non ho nemmeno salutato i buoni amici.
P.s.
Se avessi deciso di mettere i titoli a questi pensieri, quello del presente sarebbe stato una roba tipo "Costanti domande sul tema dell'inadeguatezza"
30 luglio 2006
Venerdì, due giorni fa, ecografia. Da LaGina.
Sta andando tutto bene. Il cuore batte. Tutto sembra ben "impiantato" (come non mi piace questa parola... se fossi una donna mi sentirei trattata come un appezzamento di terreno che viene coltivato...). Insomma: le cose stanno andando come devono andare, come sempre sono andate nella storia dell'umanità. Anzi. Come sono sempre andate nella storia della vita animale. E' stata la prima volta che ho visto battere il suo cuore... Mentre lo scrivo mi emoziono. Improvvisamente scompare tutto... Le solite paranoie, preoccupazioni, ansie... Rimane solamente una tiepida sensazione di emozione. Come LaDottoressa spegne il monitor, il tutto viene soffiato via da una gelidia sensazione di sgomento.
Ma questa è Vita... Quel cursore leggero che lampeggia 150 volte in un minuto è qualcosa che crescerà, che si muoverà da solo, che avrà propri pensieri... che sin da ora mi lascia senza parole. Riuscirò a dargli le risposte di cui ha ed avrà bisogno? E' solo 12 millimetri e mi sta già mettendo in difficoltà. Figuriamoci quando mi chiederà il motorino o il piercing.
"Scusi dottoressa... Me lo fa rivedere?"

Sta andando tutto bene. Il cuore batte. Tutto sembra ben "impiantato" (come non mi piace questa parola... se fossi una donna mi sentirei trattata come un appezzamento di terreno che viene coltivato...). Insomma: le cose stanno andando come devono andare, come sempre sono andate nella storia dell'umanità. Anzi. Come sono sempre andate nella storia della vita animale. E' stata la prima volta che ho visto battere il suo cuore... Mentre lo scrivo mi emoziono. Improvvisamente scompare tutto... Le solite paranoie, preoccupazioni, ansie... Rimane solamente una tiepida sensazione di emozione. Come LaDottoressa spegne il monitor, il tutto viene soffiato via da una gelidia sensazione di sgomento.
Ma questa è Vita... Quel cursore leggero che lampeggia 150 volte in un minuto è qualcosa che crescerà, che si muoverà da solo, che avrà propri pensieri... che sin da ora mi lascia senza parole. Riuscirò a dargli le risposte di cui ha ed avrà bisogno? E' solo 12 millimetri e mi sta già mettendo in difficoltà. Figuriamoci quando mi chiederà il motorino o il piercing.
"Scusi dottoressa... Me lo fa rivedere?"

28 luglio 2006
Mi hanno detto:
"Ah... I primi tre mesi di gravidanza sono i più pericolosi... Quasi non bisognerebbe parlare di gravidanza perché potrebbe interrompersi da un momento all'altro..."
"Eh... Guarda: è dopo il quarto mese che cominciano a presentarsi i rischi di malformazioni come la spina bifida, le patologie cardiache ecc..."
"Ih... Il momento del parto: quello è il momento veramente pericoloso. E' lì che si decide se il bambino nasce o muore prima di nascere."
"Oh... Nei primi quaranta giorni bisogna tenere sempre le dita incrociate. Tipo le aritmie neonatali: dimprovviso il cuore impazzisce e cominica a battere oltre le duecento pulsazioni al minuto... Poi la morte bianca..."
"Uh... Bisogna stare attenti quando comincia a mangiare perché non ci vuol niente che si affoghi con un rigurgito. Il rigurgito è veramente pericoloso"
Domanda numero 1.
Capisco l'istinto protettivo ma... riuscirò a rimanere mediamente tranquillo per i prossimi, che ne so, trent'anni?
Domanda numero 2.
Ma porca puttana. Non avete nient'altro da dire se non questa sfilza di innumerevoli sfighe possibili? Robe tipo: "che bello" o "vedrete... andrà tutto benissimo" e cose così...
"Ah... I primi tre mesi di gravidanza sono i più pericolosi... Quasi non bisognerebbe parlare di gravidanza perché potrebbe interrompersi da un momento all'altro..."
"Eh... Guarda: è dopo il quarto mese che cominciano a presentarsi i rischi di malformazioni come la spina bifida, le patologie cardiache ecc..."
"Ih... Il momento del parto: quello è il momento veramente pericoloso. E' lì che si decide se il bambino nasce o muore prima di nascere."
"Oh... Nei primi quaranta giorni bisogna tenere sempre le dita incrociate. Tipo le aritmie neonatali: dimprovviso il cuore impazzisce e cominica a battere oltre le duecento pulsazioni al minuto... Poi la morte bianca..."
"Uh... Bisogna stare attenti quando comincia a mangiare perché non ci vuol niente che si affoghi con un rigurgito. Il rigurgito è veramente pericoloso"
Domanda numero 1.
Capisco l'istinto protettivo ma... riuscirò a rimanere mediamente tranquillo per i prossimi, che ne so, trent'anni?
Domanda numero 2.
Ma porca puttana. Non avete nient'altro da dire se non questa sfilza di innumerevoli sfighe possibili? Robe tipo: "che bello" o "vedrete... andrà tutto benissimo" e cose così...
27 luglio 2006
Mi hanno detto:
"Il senso della paternità
L’ALTRO GIORNO HO PORTATO Lucrezia -la mia bimba- dietro la mountain bike per circa 4Km. Salivamo da una Certosa a un rifugio, strada asfaltata, a vederla dalla macchina niente di che, ma a farla in bici … non credevo di riuscire a arrivare. ERA TUTTA SALITA!!!!!
Nel bel mezzo della sudata -diciamo pure che grondavo ininterrottamente- mentre lei cantava Heidi io ho pensato al senso della paternità. Ho sorriso, si è aggiunta una lacrimuccia al mio visino già bagnato, ho dato un bacio alla mia principessa alla 12/35 sosta e miracolo … sono arrivato in cima.
Mentre lei beveva il succo e io un caffè ho pensato che essere padre è una delle cose più meravigliose del mondo :-)" (http://www.leledainesi.com)
Sicuramente sono tempi in cui sono particolarmente sensibile, ma mentre l'ho letto un po' di acqua agli occhi, in questi giorni aridi, mi è venuta...
P.s.
L'ho letto immediatamente dopo aver scritto il post qui sotto... Tipo... segno del destino?
"Il senso della paternità
L’ALTRO GIORNO HO PORTATO Lucrezia -la mia bimba- dietro la mountain bike per circa 4Km. Salivamo da una Certosa a un rifugio, strada asfaltata, a vederla dalla macchina niente di che, ma a farla in bici … non credevo di riuscire a arrivare. ERA TUTTA SALITA!!!!!
Nel bel mezzo della sudata -diciamo pure che grondavo ininterrottamente- mentre lei cantava Heidi io ho pensato al senso della paternità. Ho sorriso, si è aggiunta una lacrimuccia al mio visino già bagnato, ho dato un bacio alla mia principessa alla 12/35 sosta e miracolo … sono arrivato in cima.
Mentre lei beveva il succo e io un caffè ho pensato che essere padre è una delle cose più meravigliose del mondo :-)" (http://www.leledainesi.com)
Sicuramente sono tempi in cui sono particolarmente sensibile, ma mentre l'ho letto un po' di acqua agli occhi, in questi giorni aridi, mi è venuta...
P.s.
L'ho letto immediatamente dopo aver scritto il post qui sotto... Tipo... segno del destino?
Mi hanno detto:
" Ciao. Non sono un viandante, ma un invitato, un amico di Max.
Intervengo, ma a disagio: non sono uno che scrive molto. In realta' non parlo nemmeno molto. E non ho nemmeno mai scattato molte foto e tantomeno appuntato tanti ricordi su diari: i diari mi terrorizzano. Perche' si tratta di scavare e non aver paura dei detriti che rimangono ai bordi della buca. Si tratta di non averne paura o vergogna, nemmeno ad anni di distanza, ma affezionarvicisi.
Intervengo dunque, solo per buttare un po' dei miei detriti ai margini del diario di Max. Per sostenere che un figlio in arrivo per me e' un po' come un cartello stradale che si avvicina (o meglio, noi ci avviciniamo a lui): e' un segnale di stop, con dare la precedenza. Porta male non osservare l'indicazione: e' probabile infatti che finisci contro un'altra macchina e alla meglio ne esci ammaccato. A me e' successo: c'era un po' di sole, e' vero, quel giorno, e non ho visto molto bene l'incrocio; un po' pero' l'ho anche dormita...fatto sta che non ho dato la precedenza e mi sono scontrato.
Mi sono scontrato con alcune magagne mie del passato, non abbastanza elaborate. Tra l'altro non ho potuto nemmeno dare lo scarico all'assicurazione.
Mi rendo conto che se continuo cosi', sembra che nell'aspettare un bambino ci sia solo da da toccarsi i maroni; in realta' invece questo dello stop e della precedenza penso sia uno dei regali piu' belli che un essere umano possa essere costretto a ricevere. E' strano che un bimbetto che non sa parlare e nemmeno ragionare piu' di tanto, ti costringa a fare cose che in trent'anni non sei riuscito a fare, ma che sono le piu' vitali e preziose. Preziose perche' - passate le indolenziture dovute allo scontro - ti fanno star meglio.
Venciu"
Che dire, se non ringraziare?
P.s.
In questo momento mi rimbalza in mente un pensiero: e se l'idea di un wiki-forum comunitario "Sarò Babbo" corresse il rischio di essere una buona idea?
Se non fosse che l'idea di un gruppo di auto-aiuto spaventa ed intristisce sempre un po'...
"Ciao. Sono Luca e sarò babbo."
"Ciao Luca..."
" Ciao. Non sono un viandante, ma un invitato, un amico di Max.
Intervengo, ma a disagio: non sono uno che scrive molto. In realta' non parlo nemmeno molto. E non ho nemmeno mai scattato molte foto e tantomeno appuntato tanti ricordi su diari: i diari mi terrorizzano. Perche' si tratta di scavare e non aver paura dei detriti che rimangono ai bordi della buca. Si tratta di non averne paura o vergogna, nemmeno ad anni di distanza, ma affezionarvicisi.
Intervengo dunque, solo per buttare un po' dei miei detriti ai margini del diario di Max. Per sostenere che un figlio in arrivo per me e' un po' come un cartello stradale che si avvicina (o meglio, noi ci avviciniamo a lui): e' un segnale di stop, con dare la precedenza. Porta male non osservare l'indicazione: e' probabile infatti che finisci contro un'altra macchina e alla meglio ne esci ammaccato. A me e' successo: c'era un po' di sole, e' vero, quel giorno, e non ho visto molto bene l'incrocio; un po' pero' l'ho anche dormita...fatto sta che non ho dato la precedenza e mi sono scontrato.
Mi sono scontrato con alcune magagne mie del passato, non abbastanza elaborate. Tra l'altro non ho potuto nemmeno dare lo scarico all'assicurazione.
Mi rendo conto che se continuo cosi', sembra che nell'aspettare un bambino ci sia solo da da toccarsi i maroni; in realta' invece questo dello stop e della precedenza penso sia uno dei regali piu' belli che un essere umano possa essere costretto a ricevere. E' strano che un bimbetto che non sa parlare e nemmeno ragionare piu' di tanto, ti costringa a fare cose che in trent'anni non sei riuscito a fare, ma che sono le piu' vitali e preziose. Preziose perche' - passate le indolenziture dovute allo scontro - ti fanno star meglio.
Venciu"
Che dire, se non ringraziare?
P.s.
In questo momento mi rimbalza in mente un pensiero: e se l'idea di un wiki-forum comunitario "Sarò Babbo" corresse il rischio di essere una buona idea?
Se non fosse che l'idea di un gruppo di auto-aiuto spaventa ed intristisce sempre un po'...
"Ciao. Sono Luca e sarò babbo."
"Ciao Luca..."
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