30 luglio 2006

Venerdì, due giorni fa, ecografia. Da LaGina.
Sta andando tutto bene. Il cuore batte. Tutto sembra ben "impiantato" (come non mi piace questa parola... se fossi una donna mi sentirei trattata come un appezzamento di terreno che viene coltivato...). Insomma: le cose stanno andando come devono andare, come sempre sono andate nella storia dell'umanità. Anzi. Come sono sempre andate nella storia della vita animale. E' stata la prima volta che ho visto battere il suo cuore... Mentre lo scrivo mi emoziono. Improvvisamente scompare tutto... Le solite paranoie, preoccupazioni, ansie... Rimane solamente una tiepida sensazione di emozione. Come LaDottoressa spegne il monitor, il tutto viene soffiato via da una gelidia sensazione di sgomento.

Ma questa è Vita... Quel cursore leggero che lampeggia 150 volte in un minuto è qualcosa che crescerà, che si muoverà da solo, che avrà propri pensieri... che sin da ora mi lascia senza parole. Riuscirò a dargli le risposte di cui ha ed avrà bisogno? E' solo 12 millimetri e mi sta già mettendo in difficoltà. Figuriamoci quando mi chiederà il motorino o il piercing.

"Scusi dottoressa... Me lo fa rivedere?"




28 luglio 2006

Mi hanno detto:

"Ah... I primi tre mesi di gravidanza sono i più pericolosi... Quasi non bisognerebbe parlare di gravidanza perché potrebbe interrompersi da un momento all'altro..."
"Eh... Guarda: è dopo il quarto mese che cominciano a presentarsi i rischi di malformazioni come la spina bifida, le patologie cardiache ecc..."
"Ih... Il momento del parto: quello è il momento veramente pericoloso. E' lì che si decide se il bambino nasce o muore prima di nascere."
"Oh... Nei primi quaranta giorni bisogna tenere sempre le dita incrociate. Tipo le aritmie neonatali: dimprovviso il cuore impazzisce e cominica a battere oltre le duecento pulsazioni al minuto... Poi la morte bianca..."
"Uh... Bisogna stare attenti quando comincia a mangiare perché non ci vuol niente che si affoghi con un rigurgito. Il rigurgito è veramente pericoloso"

Domanda numero 1.
Capisco l'istinto protettivo ma... riuscirò a rimanere mediamente tranquillo per i prossimi, che ne so, trent'anni?

Domanda numero 2.
Ma porca puttana. Non avete nient'altro da dire se non questa sfilza di innumerevoli sfighe possibili? Robe tipo: "che bello" o "vedrete... andrà tutto benissimo" e cose così...

27 luglio 2006

Mi hanno detto:

"Il senso della paternità
L’ALTRO GIORNO HO PORTATO Lucrezia -la mia bimba- dietro la mountain bike per circa 4Km. Salivamo da una Certosa a un rifugio, strada asfaltata, a vederla dalla macchina niente di che, ma a farla in bici … non credevo di riuscire a arrivare. ERA TUTTA SALITA!!!!!

Nel bel mezzo della sudata -diciamo pure che grondavo ininterrottamente- mentre lei cantava Heidi io ho pensato al senso della paternità. Ho sorriso, si è aggiunta una lacrimuccia al mio visino già bagnato, ho dato un bacio alla mia principessa alla 12/35 sosta e miracolo … sono arrivato in cima.

Mentre lei beveva il succo e io un caffè ho pensato che essere padre è una delle cose più meravigliose del mondo :-)" (http://www.leledainesi.com)

Sicuramente sono tempi in cui sono particolarmente sensibile, ma mentre l'ho letto un po' di acqua agli occhi, in questi giorni aridi, mi è venuta...

P.s.
L'ho letto immediatamente dopo aver scritto il post qui sotto... Tipo... segno del destino?
Mi hanno detto:

" Ciao. Non sono un viandante, ma un invitato, un amico di Max.
Intervengo, ma a disagio: non sono uno che scrive molto. In realta' non parlo nemmeno molto. E non ho nemmeno mai scattato molte foto e tantomeno appuntato tanti ricordi su diari: i diari mi terrorizzano. Perche' si tratta di scavare e non aver paura dei detriti che rimangono ai bordi della buca. Si tratta di non averne paura o vergogna, nemmeno ad anni di distanza, ma affezionarvicisi.
Intervengo dunque, solo per buttare un po' dei miei detriti ai margini del diario di Max. Per sostenere che un figlio in arrivo per me e' un po' come un cartello stradale che si avvicina (o meglio, noi ci avviciniamo a lui): e' un segnale di stop, con dare la precedenza. Porta male non osservare l'indicazione: e' probabile infatti che finisci contro un'altra macchina e alla meglio ne esci ammaccato. A me e' successo: c'era un po' di sole, e' vero, quel giorno, e non ho visto molto bene l'incrocio; un po' pero' l'ho anche dormita...fatto sta che non ho dato la precedenza e mi sono scontrato.
Mi sono scontrato con alcune magagne mie del passato, non abbastanza elaborate. Tra l'altro non ho potuto nemmeno dare lo scarico all'assicurazione.
Mi rendo conto che se continuo cosi', sembra che nell'aspettare un bambino ci sia solo da da toccarsi i maroni; in realta' invece questo dello stop e della precedenza penso sia uno dei regali piu' belli che un essere umano possa essere costretto a ricevere. E' strano che un bimbetto che non sa parlare e nemmeno ragionare piu' di tanto, ti costringa a fare cose che in trent'anni non sei riuscito a fare, ma che sono le piu' vitali e preziose. Preziose perche' - passate le indolenziture dovute allo scontro - ti fanno star meglio.
Venciu"

Che dire, se non ringraziare?

P.s.
In questo momento mi rimbalza in mente un pensiero: e se l'idea di un wiki-forum comunitario "Sarò Babbo" corresse il rischio di essere una buona idea?
Se non fosse che
l'idea di un gruppo di auto-aiuto spaventa ed intristisce sempre un po'...
"Ciao. Sono Luca e sarò babbo."
"Ciao Luca..."

25 luglio 2006

Ho notato che tendo sempre più spesso a scrivere ed a pensare nell'ottica del "se va tutto bene"...
Paura? Preoccupazione? Pensieri? Sì... A tutte e tre le domande.
Non che sia convinto che andrà male, o che mi aspetti il peggio: è solo che alle volte (molto spesso in verità) mi sembra tutto così "fragile"...

24 luglio 2006

Durante la settimana scorsa, se tutto è andato bene, dovrebbe aver sparato la sua prima sistola cardiaca. La sua prima compressione aortica. Il primo battito del suo cuore.
E' incredibile anche solo pensarlo, figuriamoci sforzarsi a comprenderlo.
Sarà stata una roba improvvisa, come un "BANG!!!" o una roba più lenta e cigolante, un po' come fanno le barche quando vengono varate?
Per i miei gusti ha sicuramente un numero di pulsazioni troppo elevato. Se non erro una roba tipo 150/200. Un canarino, praticamente. E' ancora lontan* dai 45 battiti a riposo di un Coppi o di un Indurain, ma per quello c'è ancora tempo per allenarsi un po'...

Il primo battito di un cuore.

Io personalmente non ricordo come fu questa mia prima volta, ma so che mi ricorderò per sempre cosa sto provando adesso.

21 luglio 2006

Volevo tenere un diario. Comodo. Da poterci scrivere da casa, dal lavoro, da ovunque io sia. Con urgenza e con immediatezza. Un diario. Chiaro no? Per non perdere e dimenticare troppe emozioni.
Il motivo di tutto questo è quindi principalmente documentaristico. Queste pagine sono strettamente personali o, per meglio dire, tri-personali... Hanno a che fare esclusivamente con me, con la Mia Metà Dolce e con il SegretoChePortaInLei.
Nessuna megalomania, nessun protagonismo, nessuna strumentalizzazione.
Voglio solamente tenere traccia, parlando tra me e me, di quello che sta accadendo, ma soprattutto delle emozioni che si stanno sentendo.
Non nascondo che, visti miei impeti di archeologia internettiana che mi portano a passare ore ed ore intere a spulciare siti su Geocities risalenti all'Era Paleolitica della Grande Rete, mi piaccia pensare che tra vent'anni io possa dire a mi* figli* "Sentì un po'... Vai su http://sarobabbo.blogspot.com/ e leggiti quello che provavo mentre ti aspettavo...".
Un po' come quando a me fanno vedere le fotografie in bianco e nero. Come quando tirano fuori un vecchio giornale, un vecchio quadro, una vecchia cartolina. Vecchia.
Renditi conto che
quando Quell* Lì guarderà le cose vecchie, le guarderà su Internet.

P.s.
Penso che a parte noi potranno leggere queste righe terapeutiche solamente o i viandanti che passano di qua per caso o persone care specialmente invitate.
Se state quindi leggendo queste righe, i casi sono due: o siete "fortunati" o siete "vicini".

20 luglio 2006

Altra notazione editoriale.
Mi ero detto che qui non avrei assolutamente messo nulla di politico, sociale, giornalistico ecc...
Ebbene mi sbagliavo.
Ho visto che è uscito questo progetto qua, finalizzato a contare il numero degli utenti che utilizzano Ubuntu Linux, e non sono riuscito a resistere.
Mi sono registrato e ho messo il Pixel qui a fianco.
Dato che Ubuntu è sinceramente stato uno dei primi nomi che ho pensato... Almeno finché non fosse nat*...
Come potrete ben notare ho fatto una precisa scelta di linea editoriale. Non chiedetemi il motivo.
Ai post
nessun titolo.
Ai posteri l'ardua sentenza...
Per cominciare faccio un bel elenchino delle cose che assolutamente mi voglio raccontare:
  • il motivo di tutto questo
  • l'emozione della scoperta ovvero teoria e tecnica dell'incapacità a parlare
  • dilemma: sarò babbo o sarò papà?
  • come fare a raccontare
  • la toxoplasmosi (profilassi, caratteristiche epidemiologiche, reazioni epidemio-illogiche)
Per cominciare potrebbe essere abbastanza.

19 luglio 2006

E’ solo la terza volta che ci provo… La terza volta che faccio cominciare un blog e l’abbandono dopo pochi giorni per:

  • carenza di tempo
  • carenza di voglia
  • carenza di tempo e voglia

L’urgenza documentativa che mi spinge in questo momento, mi rende contemporaneamente fiducioso e perplesso.

Staremo a vedere. Nel frattempo, facciamoci prendere la mano.