03 agosto 2006

Siamo in procinto di partire. Tra un po' si prende il treno.
Ieri sera c'è stata una media discussione sul tema dell'organizzazione delle vacanze con la Mia Metà Dolce che quando vuole sa pungere proprio bene (ma questo lo si sapeva già...). Ad un certo punto ha detto: "Sei capace di renderti conto che non possiamo fare le cose che facevamo prima!?!". La mia scelta, tra le infinite possibilità, è stata di scappare. Sono uscito di casa. La frase mi ha toccato, e non poco.
Non tanto per il fatto che che mi renda conto o meno delle future diversità (cosa che a me sembra inevitabile, necessaria, per certi aspetti anche gradevole), quanto per quel "Sei capace". Quella coppia di paroline mi ha interdetto, ammutolito, spaventato. Sarò capace? Sarò in grado? Sarò abile quanto basta?
Sono consapevole che sono domande mediamente inutili, senza possibili attuali risposte. Ma atterriscono ed immobilizzano.
Non ho nemmeno salutato i buoni amici.

P.s.
Se avessi deciso di mettere i titoli a questi pensieri, quello del presente sarebbe stato una roba tipo "Costanti domande sul tema dell'inadeguatezza"

Nessun commento: